Dal mondo dell'autrice

“Volevo salvarli tutti”

Immagine presa da Internet
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Ok, diciamocelo, scegliere di lavorare su se stessi è impegnativo, è difficile e spesso è insidioso e pieno di pericoli, perchè dal momento in cui decidi di lavorare su te stessa e assumerti il peso di ogni tua responsabilità, cominci a tendere a non dipendere più dal giudizio del prossimo. Se sei una persona con scarsa autostima questo è, wow, meraviglioso perchè finalmente cominci davvero a guardarti per quella che sei e forse ti azzardi a credere in te stessa. Se non scarseggi di autostima hai la vita forse un pò più in discesa, perchè sai prendere le decisioni con tutte e due le mani e portarle avanti più velocemente. In entrambi i casi però ci sono sempre dei rischi da considerare molto attentamente. Pensare di sapere tutto, o che la propria opinione conti più di quella degli altri perchè “io lo so, ho studiato/ho letto/ho meditato/ho fatto un corso/lavoro su me stessa” è uno degli atteggiamenti che più riscontro fra le persone che conosco negli ultimi mesi, specie negli ambiti olistici (manipolatori a parte, quelli bisognerebbe rinchiuderli tutti a prescindere dal contesto). Voler dimostrare continuamente competenze , conoscenze e capacità può essere bello da una parte ma dannoso dall’altra. Addirittura ci sono persone che litigano per difendere la propria posizione, mandando a quel paese tutto il bel lavoro sul rispetto delle altrui idee. Io sono la prima ad essere talmente tanto entusiasta delle cose che faccio da sentire dentro l’impulso di volerle far provare a tutti al grido di “se ha funzionato con me, devi provarlo, vedrai che ti cambia la vita”, ma non è così,  e cerco di combatterci ogni santo giorno. Il sano entusiasmo ben venga e che non manchi mai, ma forse ogni tanto dovremmo fermarci a riflettere sul fatto che forse non stia a noi cambiare il mondo con le nostre idee. Mi spiego. Siamo l’era del cambiamento, e questo è poco ma sicuro, ma sono i nostri gesti grandi e piccoli a portare i cambiamenti, non le nostre parole o il numero delle persone che conviciamo delle nostre stesse idee. Quando una certezza è tale dentro noi, per quale motivo dobbiamo buttarci nella mischia se qualcuno la pensa o la sa diversamente da noi? Portiamo avanti le nostre convinzioni con atti concreti, senza far sì che le nostre debbano diventare “posizioni” in “fazioni opposte”, cazzo aboliamolo sto concetto di guerra sempre e comunque. Competitività, opposizione, stare per forza pro o contro e sentirsi nemici se di pensieri opposti. E’ giusto dare il proprio punto di vista nel momento in cui se ne abbia la possibilità o, meglio, ci venga richiesto, ma quand’è che ci alziamo al diritto di “difendere a spada tratta le nostre convinzioni” perchè qualcuno la pensa diversamente? Qualcuno la pensa diversamente, finisce lì. Parecchi anni fa, lessi il libro “Volevo salvarli tutti”, autobiografia di una infermiera di guerra volontaria e impegnata a diffondere la sua voce in capitolo. Un libro straziante e vero come il sangue. Eppure, persino in un contesto reale e terribile come quello di una guerra, la sua frase riesce a risultare utopistica, perchè non poteva salvarli tutti, ovviamente… Così noi, quando siamo profondamente convinti delle cose che facciamo/studiamo/leggiamo o in cui crediamo, a volte corriamo il facile rischio di sentirci in dovere di “difenderle” quando qualcuno la pensi diversamente da noi. Come i vegetariani (come me) che hanno un sacco di validissime ragioni per diffondere i principi dell’alimentazione vegetariana per tutta la scienza alimentare ed etica morale che accompagna questa scelta, e che poi si perdono ad insultare chi ancora sia carnivoro, insultando persone che magari portano semplicemente avanti le proprie culture o le propie abitudini…non sarebbe molto meglio parlare pacificamente e poi eventualmente andare dritti per la propria strada? Capisco l’entusiasmo, capisco le ragioni… ma non siamo noi a “doverli salvare tutti”. Non è il nostro ruolo, per quanto magari le nostre idee e convinzioni siano avvalorate da studi, corsi o scuole addirittura, anche perchè NON ABBIAMO IN MANO VERITA’ ASSOLUTE, nessuno di noi. E forse questa è la cosa più difficile da digerire e accettare. E forse il fatto che molti non lo capiscano, me compresa a volte, è una delle cose più difficili da digerire e accettare per me. …quindi, come vedi, anche io a modo mio vorrei salvarli tutti facendo capire che il rispetto aiuti la convivenza fra persone, popoli, culture, religioni e nazioni, e anche io sbaglio come tutti. Accettiamoci per quello che siamo, con le nostre idee differenti e con le nostre convizioni discordanti fra loro. E’ difficile capire quando stiamo facendo valere le nostre ragioni e quando invece stiamo imponendo il nsotro punto di vista, me ne rendo conto, ma scegliere di volerci lavorare su è già un gran passo! E’ solo con il confronto giusto e moderato che portiamo avanti i cambiamenti. Credendo in ciò che facciamo e facendo NOI del nostro meglio per primi, senza dover cercare appoggio od opposizione per sentirci più saldi delle nostre convinzioni o prese posizioni. Con il tempo, la pazienza, l’autostima, il rispetto reciproco e tanto impegno. E ogni tanto sapendo chiedere scusa.

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