Dal mondo dell'autrice

Di quando sei fermo al semaforo

Immagine presa da Internet
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Ti capita mai di porti traguardi apparentemente impossibili?
Che so, tipo “voglio portare la pace nel mondo”. Ecco appunto, impossibili.
Oppure no?
Molti traguardi lontani e più grandi di noi possono sembrarci assurdi e irraggiungibili.
E in parte lo sono.
Ma ci sono tante piccole, piccolissime cose che possiamo fare nel nostro quotidiano che possono davvero fare la differenza.

Io lavoro a contatto con le persone, sono una commessa e il mio lavoro sulla comunicazione è partito proprio da qui. I primi anni, faticavo ad arrivare a casa senza il mal di testa, senza essermi arrabbiata almeno cinque volte e senza essermi lamentate di risposte, facce, parole e abitudini dei clienti. La giornata non passava mai, e ogni minuto speso in più in negozio era un peso perchè ero caduta nel meccanismo della demotivazione e della lamentela facile. Mi pesava la maleducazione delle persone; il fatto di non venir mai salutata; il fatto che metà della clientela si senta in diritto di comandarti solo perchè sei pagata per accompagnare le vendite… Poi ho imparato a cercare dentro il cambiamento che non avveniva fuori. Ho cominciato a respirare prima di rispondere ai clienti. A quelli che non ti guardano, a quelli che non salutano, a quelli che comandano… Più erano odiosi, più io cercavo di essere gentile e solare. I primi tempi è costato sforzo, enorme sforzo. Dopodichè questa attitudine ha cominciato a diventare automatica e il risultato è stata la serenità. Anzichè pensare alla poca considerazione che gli altri avevano di me, ho cominciato a guardare meglio la poca considerazione io avessi di loro. Non mi saluta. Beh, magari sta pensando ai fatti suoi, magari non è abituata a sentirsi salutare in un negozio…la saluto prima io! Si atteggia in maniera saccente e superiore. Beh, magari ha la luna storta, o magari viene trattata così a sua volta ed è il modo di esternane il disagio Mi tratta come se volessi fregarle i soldi dal portafoglio. Beh, magari  chissà quante volte glieli hanno fregati davvero gli squali delle vendite assistite Non vuol dire essere passivi, ma saper cercare di capire se stessi e il prossimo. In fondo, se non sei gentile tu per primo, in nome di cosa gli altri dovrebbero esserlo con te? Prova a rifletterci. Quante volte usiamo due pesi e due misure? Perchè se tu sei distratto al semaforo e non parti subito ti arrabbi se quello dietro ti suona, ma se sei tu quello dietro allora “perchè cazzo non parte questo qui” e suoni? E’ solo un esempio, ma sono certa che lo capisci benissimo. E modificare queste piccole cose mi ha aiutato tantissimo a lavorare anche su di me, tanto che da fuori se ne sono accorti anche colleghi e clienti, col tempo. E la serenità mi da modo di affrontare meglio tutte le giornate, positive o negative che siano. Certo, ci ricado ancora, e a volte mi trovo a lamentarmi o a spazientirmi, ma mi fermo il prima possible, respiro, mi sorrido e riparto. Quindi ora ti chiedo: cosa puoi cambiare tu, dentro, per cambiare ciò che non cambia fuori? Un abbaccio!
V

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