Musica

Spogliati con lei

Siren

Se mi conosci da un pò, sai che fino a qualche anno fa ero una supercriticona, rompipalle e tendente al “io invece, io però, io di solito…”

Se ancora sei mio amico/a, starai notando un pò di differenze da allora (in positivo spero, ah ah)…molto merito della musica, che ha accompagnato passo passo tutto il mio cammino”lavori-in-corso”interiore.

Da quando ho cominciato a credere di poter diventare una cantante, leggere libri di canto e musica, e deciso di prendere le mie sporadiche e indisciplinate lezioni da una meravigliosa donna quale Carmen Cangiano, molte cose sono cambiate.

Perchè, meraviglia delle meraviglie,per come lo sto vivendo io oggi,
il canto parte dall’ascolto.

Metabolizzare questo concetto potrebbe richiedere un pò di tempo, ma ascoltare il proprio respiro, il proprio cuore, le proprie vibrazioni, sono diventate azioni per me fondamentali.
Certo, spesso e volentieri, non riesco a farlo come vorrei, ma sempre più spesso mi ritrovo addosso la voglia bruciante di passare qualche mezzora al piano a lavorare su suoni e risuonatori.

Aumentare la capacità di ascolto, sta modificando pian piano la mia capacità di non-giudizio, specie in cambito musicale.

Ok, premessa: i gusti musicali sono sempre personali, questo è inevitabile.

Ma la voce di ognuno di noi è unica e inimitabile, una vera e propria impronta vibrazionale, al pari di quella digitale.
Comprendendo ciò, diventa inevitabile decidere di spogliarsi di etichette e pregiudizi, per lasciare spazio all’ascolto incondizionato e curioso della manipolazione dei suoni e alla voglia di riscoprire il lato unico e umano di ogni voce.

Questo non vuol dire che ti debbano piacere tutte le canzoni che senti (anche se sicuramente si potrebbe provare a trovare almeno un lato positivo in ogni brano, indipendentemente dal genere e dalla qualità obiettiva del brano stesso) ma significa che ogni voce che ascolti può esserti di spunto e insegnamento, se decidi di voler ascoltare prima di dar fiato alla tua, di voce.

Entrare nel mondo della ricerca del suono è un percorso soggettivo e mutevole, tanto da farmi dubitare se scrivere o meno un post sull’argomento, ma sono sempre e comunque dell’idea che la condivisione porti sempre buone cose… 🙂

Quindi, la prossima volta che ascolti una canzone puoi provare a fare una cosa difficilissima:
spogliati insieme alla canzone.

Spogliala dal suo significato letterale (insomma, per una volta non badare al testo)
Spogliati dagli eventuali paragoni (“se la cantassi io”, “se la cantasse tizio”, “se la suonasse caio”)Spogliala dai gusti personali (è ovvio che se ascolti Janis, probabilmente non ti piacerà particolarmente Britney Spears…)
Spogliati da ciò che già sai della canzone (è una colonna sonora, ha un video orribile, come si veste il cantante, ecc)

E ascolta il suono nudo della voce.

Ascolta come suonano le vocali, ascolta l’avvolgenza di una O, la determinazione di una E, il coraggio di un A, la morbidezza di una I e la camaleonticità di una U.

Ascolta come tagliano e stridono le N, ascolta lo scatto felino di una B o di una G, la lussuria di una S o una F e i frequanti crescendo delle R.

L’espressività la guardiamo dopo, l’interpretazione, il coinvolgimento, sono tutte componenti essenziali e indivisibili, ma per adesso limitiamoci ad ascoltare il suono nudo dela voce, come se stessi guardando intensamente negli occhi qualcuno per cercare di vederne le sfumature dell’iride.

L’obiettivo  è quello di convertire il fin troppo facile giudizio su un cantante (o su una canzone) in una sincera curiosità di scoprire come lei o lui giochi col suono, capire quanto di lei o lui si possa scoprire ascoltando la sua voce, la sua impronta vibrazionale.

Senza per forza dover dire la tua (o la mia).

E’ così tanto facile sparare a zero su generi e artisti che non amiamo, ed è purtroppo vero che il mondo della musica è pieno di spine e spesso monopolizzato da media e “spettacolo”;
ma la nostra capacità di ascolto può comunque nascere da qui, analogamente e a braccetto con la nostra capacità di accettare il prossimo indipendentemente da sesso, etnia e gusti sessuali.

Fammi sapere se ci sono canzoni e cantanti che rivaluterai dopo questo 🙂
Come al solito puoi scrivermi un commento, una mail o –novità novità- twittarmi qualcosa:

Mail: gattoverdeacqua@gmail.com
Twitter: GattoVerdeAcqua

V

(io, ad esempio, rimango ipnotizzata dal calore del suono della sua voce…)


Quanto descritto sopra è frutto di letture di numerosi libri e riflessioni fatte durante le mie lezioni; non sono un’insegnante di canto nè mi propongo di esserlo.
Mi limito ad esporre al pubblico alcune delle cose più belle che la musica mi sta insegnando in questi anni, sperando che le mie riflessioni possano essere d’aiuto e compagnia a qualcuno che stia percorrendo sentieri analoghi ai miei.

1 thought on “Spogliati con lei”

  1. Mi ha fatto molto riflettere quest’articolo essendo molto critica in questioni musicali e non sono una cantante.. cercherò di andare oltre.. però poi tu mi condividi i Pearl jam, la prima volta che ascoltai l’album Ten ero a giocare a calcio balilla ed i loro testi andavano bene per il mio periodo “oscuro”.. forse posso metterli tra i gruppi che mi hanno fatto ampliare la cultura musicale dal metal.. Con Pendulum non ci resta che illuminare la nostra strada.. ed io intanto attendo il sole mentre cerco di respirare ..

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