Dal mondo dell'autrice

Non sottovalutare il suono del tuo silenzio

Chant for the Mother

Nella totale immobilità di questa mattina,
fatta di pioggia e sonnolenza, mi ritrovo a dividere il divano con un ospite inatteso : il silenzio.

Sento spesso apprezzamenti di vario genere sul silenzio, ma non mi fermo mai a chiedere molto di più, per me il silenzio ha una sacralità troppo individuale per parlarne in maniera superficiale, servirebbero ore per farlo…

Io faticavo a convivere col silenzio, e tuttoggi è impegnativo sedermici accanto e sorridergli, perchè il silenzio -quello vero- è un intimo e profondo momento di connessione con sè stessi e non è semplice farlo.

Devi volerti bene per farlo davvero 🙂

Lo so che il mondo di fuori non sta mai zitto e in silenzio con te, e questo distrae, ma questa pausa è tutta tua, è interiore.

Stare immobili ad ascoltare se stessi è complicato, a molti fa paura, perchè nel tuo silenzio ascolti davvero te stesso, e spesso non ci si sente pronti a farlo.

Io ho lavorato e sto lavorando tanto su questo, partendo dai piccoli gesti quotidiani ed espandendo il concetto di silenzio fin dove mi sia possibile concepirlo, e mi rendo conto sempre più di quanto sia sempre tutto collegato.

Nei miei silenzi, ritenuti tali, in realtà il mio corpo reagisce cercando il suono : i tic automatici come arricciarsi i capelli e mordicchiarsi le pellicine del labbro sono i primi a farsi avanti; seguono il prurito alla gamba, i pizzicori alla base della schiena o alla pianta del piede; poi la mente divaga in cerca di distrazioni o pensieri scomodi così da farmi spazientire e successivamente lo stomaco mi brontola qualcosa, riesco persino a farmi venire fame o sete pur di deconcentrarmi. Infine, finalmente e faticosamente, il mio corpo e la mia mente accettano di fermarsi e lasciami faccia a faccia con la mia anima che, pronta, non aspettava altro che un minuto per sorridermi.

Spesso e volentieri ci circondiamo di suoni, rumori e vibrazioni che ci raccontino costantemente qualcosa, pur di non dare spazio alle nostre pause; spesso accade che il mondo di oggi, che corre freneticamente e impone modelli di vita assurdi, ci insegni che per essere “veri” uomini e “vere” donne, non ci si debba mai fermare, mai esitare, mai concedere tempo e spazio al “niente”.

Spesso quindi ci lasciamo distrarre da qualsiasi cosa possa giustificare la nostra paura del silenzio, spesso il nostro silenzio lo sabotiamo perchè siamo consapevoli, a livello profondo, che il nostro cuore racchiuda ferite e traumi che non sappiamo come gestire e tendiamo a ricacciare, quindi non riusciamo o non vogliamo stare da soli nel nostro momento.

Così oggi, che il silenzio mi sta regalando qualche attimo di introspezione domenicale, mi faceva piacere l’idea di poterti parlare di quanto mi sia difficile stare in silenzio ad ascoltare le mie pause, a godere di un respiro in più, a sorridere di un’ora regalata al dolce far niente.

E tu?
Riesci mai ad immergerti nei tuoi silenzi?

V

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