Dal mondo dell'autrice

# Diari delle Persone Sole

Fear

Giorni di Silenzio forzato questi, di orari particolari e di menecapitanounadietrol’altra.

Il percorso di riscoperta creativa nel mio caso, ma penso sia cosa comune a chi scelga di compierlo, implica una certa distanza da pc e telefonino, quindi vale il monito sempreverde “attenti a ciò che si desidera” perchè al momento sono forzatamente lontana dai social fintanto che non sia davanti ad un pc e quindi a casa.
Riabbraccio con un forte disorientamento alcuni cambiamenti, dai più impattanti a livello emotivo fino al telefono che si rompe, e penso.

Penso a quanto abbia sempre ricacciato le mie paure, al grido di doverle abbattere come cavalli zoppi, per poter vincerle e credere di vincere la mia partita.
Penso a quante debolezze mi sono nascosta nel corso degli anni, ingoiandole come pillole amare e mandadole giù a forza, imponendomi di essere o sembrare più forte di quanto non sia stata.
Metti mai una maschera anche tu?
Penso a quanto poco spazio mi sia concessa, cercando nell’aiutare il prossimo, una magra e agrodolce consolazione che mi aiutasse a credere di non essere messa così male, in fondo.

La verità è che ci sono Paure che ci aiuterebbero a crescere se solo le ascoltassimo, senza sparare loro addosso.
Senza ascoltare il solito turnista che ti istiga a far finta di niente.
Senza averne Paura.

So che fatico a spiegarmi, probabilmente il fatto di non aver ancora bevuto un qualsivoglia caffè da stamattina peggiora le cose, ma sono certa che se anche oggi non capisci con esattezza quello che sto scrivendo, prima o poi coglierai ciò che intendo.

Spesso le persone che ci amano tendono a volerci aiutare, guardandoci da un punto di vista sicuramente amorevole, ma loro.
Quante volte capita, anche a me e a te intendo, di dare un consiglio sulla base di come io e te ci saremmo comportati, o facendo paragoni con fatti accaduti a me e a te?
Quante volte rispondi con un “quando è successo a me” o “anche io”?
Lo si fa con tutte le buone intenzioni di questo mondo, ma la realtà dei fatti è che ognuno di noi è meravigliosamente unico e originale.
Per quanto una situazione o una persona possa somigliarmi, sbaglierò ogni volta che penserò di poterla aiutare solo guardandola dal mio punto di vista.

Così mi rendo conto che numerosi silenzi e numerose solitudini sono viste e vissute male da molte persone che ci circondano, partendo dal presupposto che il loro amore nei confronti di chi stia in silenzio o solo non dia sempre loro modo di capire quanto si possa necessitare di spazio e silenzio per sé stessi.
Quante volte ti capita di sentire la necessità di rompere un silenzio?
E’ molto più frequente trovare persone che spronino a parlare, ad uscire, piuttosto che qualcuno che condivida il silenzio con te, e ti dia lo spazio che ti serve per fare manovra dentro di te.
Demonizzare un silenzio o una ricerca di solitudine fa tanto male quanto l’abbandonarsi ad essi senza speranza o reazione alcuna.
Per quanto possa essere difficile e antipatico, a volte basta provare ad accettare la responsabilità e le conseguenze delle proprie azioni, senza dover per forza trovare un capro espiatorio dentro o fuori da sé.
Capirle, guardarle per quello che sono e accettarle per poi ripartire.
Quante volte giustifichi forzatamente le tue azioni e quelle degli altri?

Serve sempre un equilibrio, una giusta via di mezzo.
Serve la volontà di conoscersi e volersi bene, e solo dopo si sarà in grado di conoscere e volere bene.
Me ne rendo ancor più conto quando mi guardo allo specchio, e mi accorgo che fin troppo spesso ho ucciso i miei silenzi e le mie paure, e alcune volte per farlo ho addirittura invaso i silenzi e le paure degli altri.

Quindi mi chiedo, quante volte ho avuto Paura della Paura e l’ho cacciata via senza ascoltarla?
Quante cose avrebbe, invece, voluto dirmi per aiutarmi?
E mi riprometto che la prossima volta che verrà a trovarmi Paura, le prenderò la mano e ascolterò ciò che ha da dire, la ringrazierò e custidirò gelosamente i segreti che vorrà svelarmi, perchè questo è l’unica soluzione utile che ho trovato, fin oggi, per far sbocciare l’Amore anche nelle situazioni che più mi spaventano.

Ti lascio con una canzone che mi ha rapito in questi giorni, che mi accompagna e che mi ricorda e racconta tanto di quella ragazza con gli occhi malinconici che voleva stare da sola, che saltava la scuola e si sedeva in stazione a disegnare, e qui pubblicamente le chiedo scusa, per tutte le volte che non l’ho ascoltata e l’ho ingoiata, come una pillola amara.
E torno a sorriderle, perchè so che ha tante cose da raccontarmi di me…

For Everything a Reason -Carina Round-

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...