Dal mondo dell'autrice

Disordini Creativi

coltiva la resilienza gva.jpg

 

Ho sempre amato i disegni pieni di forme e colori, quei disegni dove il foglio bianco non lo vedi più, quei disegni astratti eppure delineati, che sono ricolmi dell’artista e del suo cuore.

Li ho sempre amati perché non sono mai stata capace di farne.
O meglio, ci sono riuscita una sola volta, circa due anni fa, dipingendo una tela che ancora guardo con molto orgoglio, perché si tratta di uno dei pochi disegni che ho fatto che davvero mi piaccia.

Ho sempre avuto un forte problema con l’espresione artistica, non solo nel disegno ma anche nella scrittura a mano.
Ero ossessionata, e in parte ancora lo sono, dalla perfezione del tratto, dalla regolarità di spazi e caratteri, e mai soddisfatta del mio modo di scrivere.
Dover scrivere velocemente mi creava ansia perché non avrei scritto alle perfezione, e continuavo a modificare il mio stampatello perchè fosse sempre più meccanico.

Prima che chiami la neuro perché vengano a prendermi, perfavore finisci l’articolo 🙂

La verità è che un particolare ha sempre accumunato la scrittura col disegno : la paura di sbagliare.
Esattamente il motivo per cui i miei disegni sono sempre stati piccoli, contenuti e apparentemente “incompleti” : perchè, raggiunto un soggetto “accettabile” mi sono sempre fermata per paura di rovinare tutto andando avanti; la paura mi ha sempre impedito di colorare i miei disegni se non quel minimo che bastasse a farli sembrare alonati di colore; la paura mi impediva di scrivere liberamente, facendo sì che il timore dell’imperfezione sovrastasse l’attenzione data alla parola scritta.

Sai come me ne sono accorta?
Applicando una variante ad un esercizio, durante il recupero creativo che ho fatto qualche mese fa con l’ausilio del libro “La Via dell’Artista” di Julia Cameron, per il quale decisi di scrivere con la calligrafia tipica dei bambini delle elementari le mie pagine mattutine.
Visto che ero così ossessionata dallo scrivere bene, sarei ripartita dalle radici.
E lì, nelle radici di una calligrafia scolastica, mi sono trovata sperduta, timorosa di completare le parole con la penna perchè, staccando poco la penna dal foglio,  rispetto a come avevo imparato a scrivere nel tempo, avrei dovuto affrontare il blocco di “iniziare e finire” il tratto.
Può sembrare una cosa assurda, vero?
Eppure tra i tanti problemi che l’insicurezza può portare, c’è una mania di controllo che sappiamo nascondere in molteplici piccole cose.
Io l’ho nascosta anche in queste, sabotando per anni la mia espressione creativa e ritenendomi sempre “non abbastanza” per cominciare e portare a termine un qualcosa, sfuggendo così tanto il timore di sbagliare da finire nell’inconclusione.

E la paura di non essere capace di ricreare con le mie mani quei disegni chiassosi, allegri e pieni di vita e colore, mi fermava anche solo dal provarci.
Acquistavo colori, tele, pennelli, e poi li lasciavo lì, ad attendere tempi migliori in cui mi sarei sentita finalmente “ispirata”.
Ed è stato il percorso di riscoperta creativa, con tutto ciò che ha riportato nella mia vita, a raccontarmi alcune di queste cose, e molte altre deve ancora raccontarmele.
Come si fa a sbloccarsi?
A te scoprirlo 🙂
Nel mio caso, ho sostituito con bic, penne a sfera e trattopen la matita nella maggior parte dei miei disegni, accettando gli errori, le bavature, i tratti irregolari, le doppie passate, i colori che rovinano il foglio sottostante, la scrittura traballante e, sì, anche la mia inconcludenza nel non portare a termine i disegni che, alla fine, non mi convincano più.
E adesso convivo abbastanza bene con le fasi “precisa” e “imprecisa” che ballano durante le fasi creative del mese.
Se sei donna, qualche volta chiacchereremo sul libro Luna Rossa, che può esserti utile se attingi alle tue risorse creative anche per motivi lavorativi 🙂

Per alcune persone potrà sembrar banale esser felici smettere di volersi correggere a tutti i costi, ma per me è una piccola vittoria creativa.

E tu?
Stai affrontando i tuoi blocchi creativi?
E riesci ad amare ciò che prima chiamavi “errore”?

2 thoughts on “Disordini Creativi”

  1. Ciao 😊 Io ho riscoperto la mia creatività grazie ad una passione che avevo tralasciato per gli studi e la professione che nulla centrava con l’artigianalita’ dell’handmade e l’amore per la moda, per l’abbigliamento femminile!
    La paura fa parte del percorso, paura di non essere all’altezza dell’idea che volevo plasmare per indossare, paura dell’imperfezione che facesse pensare che il capo è tecnicamente fatto male….poi mi sono liberata di questi timori perché era ed è più forte la voglia di realizzare, di avere tra le mani qualcosa che hai pensato e che non è più solo un’idea, così mi son fatta coraggio.
    Ho scritto un post intitolato Ispirazioni Giorgio Armani e un altro su fb dedicato proprio all’Errore od imperfezione … e lì ho racchiuso questo passaggio creativo di cui ti ho parlato 😉 😘 buonagiornata

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    1. E’bellissimo che tu sia riuscita ad andare oltre la tua paura e coltivato la tua creatività!
      Se hai voglia lascia pure il link al tuo articolo, così lo leggiamo tutti 🙂
      Una buonissima giornata anche a te ❤

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