racconti

Esplorando le Fiabe #1

alce azzurro
Parole tratte da “Fiabe Sioux e Cheyenne” – Frederik Hetmann

La fiaba è una narrazione originaria della tradizione popolare, caratterizzata da racconti medio-brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici (fate, orchi, giganti e così via) coinvolti in storie con a volte un sottinteso intento formativo o di crescita morale.
-Wikipedia-

Cosa sono le Fiabe?
Hanno origini antiche e potenti, sono nate con i primi uomini e hanno danzato con loro attorno al fuoco.
Le fiabe hanno viaggiato di generazione in generazione attraverso gli occhi, le orecchie e le voci di chi le narrava agli altri, a grandi e bambini, a uomini e donne.
Le fiabe hanno sempre unito, educato, curato e accompagnato l’umanità.
Uomini e donne medicina, saggi, bardi, cantastorie, filatrici e nonni, hanno tutti accompagnato le fiabe attraverso il mare del tempo, giungendo ai nostri giorni, nei quali l’opinione dei molti è divenuta che la fiaba sia il circoscritto genere letterario destinato ad un pubblico di bambini e nulla più.

Ma le fiabe non sono solo questo….

La Fiaba è una Creatura Selvaggia che parla un Linguaggio Primitivo.
E con tutte le Creature Selvagge condivide un destino comune: quello di affascinare.
Mi avvicino alla Fiaba con lo stesso timore reverenziale con il quale mi avvicinerei ad una Tigre del Bengala o ad un Brontosauro nei loro habitat naturali.

La Fiaba offre numerosi lati dai quali poterla osservare e per sua grande fortuna non concede a nessuno il permesso di imprigionarla in una gabbia o vivisezionarla.
Tutti possono provarci, se lo ritengono opportuno, ma nessuno potrà mai dire di avere il governo assoluto o il controllo di una Fiaba.

Sì perché le fiabe sono reticoli complessi di significati analizzabili sotto più punti di vista differenti e catalogabili nei relativi contesti ma nessuno, tranne forse chi l’ha scritta per la prima volta (e magari nemmeno lui o lei) potrebbe attribuire alla fiaba stessa un significato che sia definito e assoluto.

Possiamo fare supposizioni e ipotesi se vogliamo tentare di contestualizzare una fiaba e darle un significato che riteniamo valido ma la Fiaba vive di vita propria e in quanto Creatura Selvaggia parla una lingua simbolica che varia di lieve entità per ognuno di noi, quel tanto che basta a lasciare un Impronta differente nei Cuori di coloro che la ascoltano.

Possiamo guardare la fiaba da un punto di vista storico-ideologico, così da cercare  e analizzare in essa gli elementi di carattere storico-politico, ossia guardare una fiaba come uno spaccato di un periodo storico per capire come sia stata influenzata dallo stesso e quanta verità nascosta ci racconti.

Possiamo tentare una lettura in chiave psicoanalitica cercando, nella fiaba, delle strutture psichiche che abbiano un valore universale, e attribuire determinati significati ai simboli presenti in essa al al fine di tradurre la narrazione in analisi.
Questa via è estremamente complessa e richiede studi specialistici, non ultimo sarebbe interessante paragonare le analisi fatte da filoni e correnti differenti per vedere se possa variare, seppur di un soffio, l’interpretazione.

La fiaba può esser letta in chiave etnologica e antropologica, affiancandola ai riti di iniziazione, ai percorsi di cescita interiore, all’evoluzione dell’uomo e della sua cultura.
Qui il panorama si allarga ancora di più perchè si aprono numerose diramazioni, per argomentare le quali servono studi e competenze assortite nonchè una certa sensibilità che aiuti a scorgere i dettagli significativi.

Infine vi è un’interpretazione strettamente personale, derivante dal vissuto di ognuno di noi che decida di riconoscersi o meno in alcuni tratti del racconto e scelga di osservare la propria esperienza da un punto di vista legato all’Immaginario e all‘Incanto.

La cosa davvero bella è che tutti questi punti di vista sono rami di uno stesso albero, che è la Fiaba stessa, e per quanto possano raggiungere altezze diverse o avere più o meno fiori, sono collegati allo stesso tronco e bastano un paio d’ali per guardarli un pò tutti, se si vuol farlo.

Quindi come si legge una Fiaba?

Nel modo in cui preferisci.
Qualora si disponga di competenze tali per cui ci si senta in grado di analizzarla e si voglia farlo, la Fiaba si lascia analizzare e scomporre a piacimento, girandosi sul fianco e lasciandosi guardare.
Credo però che non si possa, in alcun caso, pretendere di avere per le mani l’analisi definitiva della stessa (dimmi se la pensi in maniera diversa) perchè i tuoi studi o ambiti di competenza potrebbero essere simili ma non uguali a quelli di un collega che decida di far la stessa analisi e ottenere, magari, una visione differente dalla tua.
Inoltre la Fiaba si è mossa per secoli di voce in voce e ha subito modifiche, tagli, sostituzioni, mescolamenti vari e in alcuni casi mutilazioni vere e proprie, il che rende impossibile capire “come” fosse davvero all’origine.

Personalmente ho scelto di fare l’Esploratrice di Fiabe avvicinandomi ad esse quel tanto che basta da poterle osservare e studiare nel loro territorio.
Le cerco, le leggo, entro nel loro mondo, ne studio le chiavi di lettura che trovo (nel limite delle mie attuali competenze in via di sviluppo) e, quando penso di aver raccolto abbastanza appunti, le ringrazio e continuo il mio Viaggio.
Tutti i punti di vista di cui parlavo sopra raccontano le proprie verità e credo siano tutti affascinanti e di pari importanza.
Credo molto nel valore teraputico della Fiaba e della Fiabazione e sono quindi più incline a guardarla da punti di vista etnologici, psicologici e magici; sono convinta che la Fiaba sia estremamente potente quando la scriviamo più che quando ne leggiamo una scritta da qualcun’altro, ma anche Fiabe non nostre sono splendidi spaccati di Cuore e di Vita, ed è meraviglioso concedersi la possibilità di entrare in sintonia col Cuore di qualcun’altro tramite un linguaggio comune che ci racconti qualcosa di lui o di lei a livello sottile.

Esplorare le Fiabe è farmi cullare dalla Magia della Fiaba stessa, lasciando che le sue parole entrino dentro me e mi portino in quel meraviglioso Mondo dove il mio Cuore corre libero con le Creature Selvagge, scrive nuove Fiabe e parla con loro il Linguaggio Primitivo dell’Incanto.

-continua-

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