Dal mondo dell'autrice

In Viaggio

poison-lale

Non sono sparita, mi sono solo “sdoppiata”.
Ho (ri)aperto un secondo blog dedicato solo a musica e canto e sto cercando di capire  come gestire questa “separazione” e se sia il caso di mantenerla tale.
Perché questa indecisione?
Perché il canto è parte fondamentale del mio percorso artistico/spirituale ma questo sito è sempre stato dedicato maggiormente alla mia passione per fiabe e scarabocchi (nonché ogni tanto per raccontarti i fatti miei)
Sull momento avevo scelto di pubblicare qualche articolo in entrambi i blog e  man mano che il mio sogno cresce capire che strada prendere.
Ad oggi credo che manterrò solo il mio amato Gatto Verde Acqua perché qui si è svelata la mia natura di Musifavolista e qui si racchiudono i miei sogni 🙂
Perciò se ogni tanto vedrai spuntare articoli nell’archivio può darsi che li abbia aggiunti migrando l’altro blog qui dentro (cosa che farò con tutta calma nel tempo)

Intanto buona lettura e buona serata ♥


Eccomi qui.
Non avrei immaginato di ripartire in questo cammino, eppure mi sento come chiamata a farlo.
Lo devo a me stessa, credo.

In fondo il canto per me è questo: una specchio dell’anima, una ricerca interiore, un dialogo con la parte più profonda di me.
Non dico di non aver mai sognato palchi e concerti, probabilmente se avessi sviluppato questa passione quando ero nell’età migliore per farlo, avrei fatto della musica un obiettivo di vita.
No, mi sono resa conto solo da una manciata di anni che cantare è sempre stato un costante tentativo di equilibrare me stessa attraverso la voce.

Non più ragazzina, con le prime lezioni ho sperimentato la tecnica stilistica e ne ho apprezzato il rigore e l’attenzione che pone al controllo, a quella perfetta sincronia di muscoli e aria che consente di raggiungere pregevoli risultati.
Successivamente ho scoperto che la voce è composta di una vasta gamma di suoni rientranti nell’insegnamento prettamente tecnico del canto, così come di altri che sfociano dall’ordinato fiume del vocalizzo tradizionale e ho provato ad usarne qualcuno così, per gioco, affidandomi alle cure di una nuova insegnante.
Con estrema meraviglia ho sperimentato che la mia voce, da sempre cristallina e sottile, era in grado di essere corposa, vibrante e proiettata.
Potevo graffiare, potevo lanciare per poi riprendere, soffiare, ruggire, vibrare, modulare.
Sbagliando alcune volte, esagerando in altre, cercando di passare dei limiti che pensavo di avere o che semplicemente non volevo accettare.
Improvvisamente percepivo ci fosse un forte legame tra il mio corpo, la mia mente e la mia voce così, non riuscendo a capire come funzionasse o come interagire con questo legame, continuavo a sperimentare in attesa di sviluppare una nuova conoscenza del mio strumento.
In questo mare di possibilità mi sono persa per qualche tempo, scordando l’importanza dell’equilibrio, totalmente rapita dall’ascolto e dalla ricerca delle mie nuove voci.

Poi il silenzio.
Utile, non cercato bensì subito passivamente, eppure prezioso.
Quasi due anni di silenzio, se conto bene i mesi, e poi la rinascita.
L’ennesima, oserei dire. Perché la vita è tutta una rinascita se ci pensi.

Ora parte il mio viaggio, il viaggio che attendevo di fare da tutta una vita.
Un viaggio che farò con un piede nella parte più tecnica ed uno in quella più istintiva della vocalità.
Un viaggio che possa consolidare le mie idee riguardo al suono e alle vibrazioni; un viaggio composto di tante tappe e di tante sfide.
Non ho idea di quanto durerà né di dove mi condurrà, ma non me ne preoccupo.

Puoi provare a tenerla ordinata e composta perché si comporti bene, specie se la usi per lavoro, ma c’è molto di più se provi ad ascoltare meglio: la voce è una creatura selvaggia e, come per ogni creatura selvaggia, non ci è dato modo di piegarla con la forza poiché sarebbe innaturale.
Va scoperta e osservata, ascoltata nel suo habitat naturale, il nostro corpo, dove racconta ogni cosa di noi, ogni singola sfumatura e darà il meglio di di noi quando ci fideremo di lei, la libereremo e correremo insieme a piedi nudi lungo i sentieri dell’anima.

Viaggerò leggera, senza destinazione, con un bagaglio da riempire, seguendo i suoni laddove mi condurranno.

2 thoughts on “In Viaggio”

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