Tra Voce e Anima

Vivere la Ricerca

Let it Shine

Hai una passione?
C’è un qualcosa che ami fare tanto da non poterne fare a meno?
Un qualcosa di indispensabile, di intimo, talmente tuo che ti è difficile spiegare quanto ti faccia stare bene?

Per me si tratta del canto.
Probabilmente avrai pensato stessi per parlare di scarabocchi, vero? 🙂
(anche quelli sono importantissimi, ma il 2016 mi ha aiutata a riordinare la felicità nel mio cuore)
Invece il secondo battito del mio cuore è musicale.

Ho sempre cantato per necessità personale.
Sotto la doccia, in macchina, in casa da sola, al lavoro (quando ancora il mio lavoro non era in mezzo alle persone), per strada, nei boschi della vecchia casa in montagna, negli scivoli ad acqua (giuro!), in mezzo al mare, sdraiata nella neve…
Il canto è il miglior dialogo interiore possa mai fare con me stessa e, fino a qualche anno fa, ne ero del tutto inconsapevole.
Pensavo che, semplicemente, mi piacesse cantare, tutto qui.

Eppure la nostra voce ha sfumature preziose che raccontano così tanto di noi.
Il modo in cui la usiamo, il modo in cui respiriamo, il bilanciamento che usiamo, il modo in cui la lanciamo in mezzo alla gente oppure la nascondiamo raccontano la nostra storia, rivelano la nostra anima.

Il canto per me è in buona parte una ricerca interiore, uno strumento di introspezione e crescita personale.
La voce è il mio Bianconiglio e io la seguo giù per il Paese delle Meraviglie, attraverso luoghi di me che non sempre riconosco e fa luce su di essi.
Mi aiuta a regolare il battito, a rimanere centrata, a capire se e cosa non mi sto dicendo oppure cosa mi sto nascondendo; mi indica quanto sia a mio agio o meno in alcuni luoghi o con alcune persone, mi insegna l’ascolto e mi costringe a rimanere nel qui & ora quando mi perdo fra i “ma” ed i “se” delle situazioni scomode; mi sfoga quando sono sovraccarica di tensioni o tristezze e non so come altro scaricarle e lasciarle andare…
Fa un mucchio di altre cose ma credo tu abbia afferrato il concetto 🙂

Sono convinta che ogni forma d’arte possa svolgere questo ruolo di porta/guida/ponte (a seconda di come la vedi), ecco perché credo che sia importantissimo che ognuno di noi coltivi il proprio Artista Bambino Interiore e conceda il giusto spazio allo sviluppo oppure al mantenimento delle proprie passioni.
Penso inoltre che arriva un po’ per tutti il momento in cui si può rendere conto che la nostra componente artistica è un potente strumento di autoanalisi e guarigione ma alcuni semplicemente danno più o meno peso a questo aspetto che io, nel mio modo di vedere la vita, ritengo essenziale.

A che punto sei del tuo viaggio?
Coltivi le tue passioni?
Hai trovato in esse qualcuna delle sfumature di cui parlo?
Usi anche tu l’arte come momento di ricerca e crescita interiore?

 

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