Tra Voce e Anima, Una Settimana da Musifvolista

Punti di vista musifavoleggianti

Rainbow

In questi ultimi giorni ho partecipato ad una masterclass di canto sui Colori della Voce, un incontro formativo tecnico e pratico sviluppato in un contesto di tecnica del mix di matrice speech level singing.

Ho avuto modo di confrontarmi con molte persone fin qui a proposito di tecniche vocali ed impostazioni corrette e scorrette, così nella mia testa va formandosi un’ idea, come una statua che spunta da un blocco di pietra, giorno dopo giorno, lezione dopo lezione e seminario dopo seminario.

Come può la tecnica vocale rientrare nel mondo della voce selvaggia di cui tanto sogno e parlo?

Sono profondamente convinta che la parte tecnica del canto sia indivisibile dalla componente istintivo-sperimentale che è il cuore pulsante della mia ricerca e dei miei studi in merito alle connessioni corpo-voce-anima.
Oggi ho cominciato davvero a capire e sentire quanto conoscere ed usare la tecnica ti aiuti a focalizzare l’ascolto sulle sfumature di queste connessioni e quanto l’allenamento e l’applicazione della stessa tecnica pura e fine a sé stessa siano ri-equilibranti di quel delicato asse psico-fisico che è la vocalità.

Per quanto possano sembrare distanti i termini “selvaggio” e “tecnico”, in questo caso trovano un punto d’incontro solido in tutto ciò che è l’allenamento quotidiano.
Certo ognuno di noi può avere un’attitudine differente all’esercizio giornaliero, però cercare di allenarsi ogni giorno al suono corretto ed educarsi all’auto-ascolto corporeo sono passi indispensabili non solo nella ricerca della perfezione* vocale ma anche dell’esperienza di espansione della propria consapevolezza vocale ed emotiva.

Ovviamente non è detto sia immediato il rinnovamento del proprio punto di vista a proposito di voce e canto ma, in fondo, il mio obiettivo non è certo cambiare o far cambiare idea sul metodo tecnico (lungi da me che insegnante non sono!) quanto più ampliare lo sguardo sulle storie mai raccontate della voce e sul come esse si rivelino e la colorino.
Il suono che produci porta fuori le cose che hai dentro e le porta tutte, nessuna esclusa!
Puoi provare a mentire con le parole, ma la voce rivela anche l’inganno, specie quello che giochi a te stesso.

Chissà se riesco a spiegarmi quando scrivo queste cose…alle volte mi sembra che ciò che scrivo sia comprensibile solo da chi capisce che quesi ragionamenti sono la punta di un iceberg di idee che pian piano si scioglie nel mio cervello!

Servono impegno nell’ascolto, apertura mentale e reset del giudizio; servono cuore e mente attenti e molta, molta pazienza sia nello studio continuo sia nell’allenamento.
Serve sbagliare, serve sbilanciarsi, serve spaziare toccando con mano ciò che ci circonda prima di poter lavorare con la voce in maniera completa.
Serve darsi il tempo, serve volersi bene, serve non darsi per scontati né dar per scontato ciò che ogni altra voce può insegnarci per quanto lavori in maniea diversa dalla nostra.

…ti giuro che tra non molto comincerò a scrivere ragionamenti comprensibili a chiunque, tempo di ri-organizzare le idee e capire da quale punto partire per spiegarmi meglio 🙂

A ogni modo non so ancora quanti anni serviranno per la mia specializzazione, non so quanto ci vorrà per essere in grado di aiutare qualcun’altro a percepire questi sottili fili colorati vibranti dentro la propria voce ma sono certa di una cosa: questa è la mia strada.

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