voce selvaggia

Papere stonate e altalene notturne

IMAG0828
Dici che li vedo solo i miei piedi in questa foto?

Leggo di oscillazioni e vibrazioni da mesi ormai.
Dai libri di studio agli articoli su internet, tutti mi dicono ci siano vibrazioni ovunque intorno a noi.
Loro sentono le note dei luoghi, che meraviglia!
Allora mi zittisco, faccio silenzio e sto in ascolto.
E ci provo, e scaccio i pensieri molesti e rimango così, tesa come una corda di violino, impaziente di sentire le vibrazioni dei luoghi dove mi trovo.
E niente.
Da mesi ne leggo, da mesi ci provo, da mesi non ci riesco.
“Se ascolti bene” c’è scritto “se ascolti bene le sentirai quelle note”.

Poi una sera diversa dalle altre mi ritrovo su un’altalena, a notte fonda, accanto ad un lago.
Sono stanca, ho passato una settimana piena zeppa di lavoro e rumore, ho avuto poco tempo per me e, sinceramente, sono di malumore.
Così sono nel silenzio dei miei pensieri, a dondolare su questa vecchia altalena per bimbi e cercare di capire se le catene reggeranno il mio peso quando, all’improvviso, la sento.
Una nota?
Una melodia forse?
Forse mi sono sbagliata, la casuale sincronia ritmica di altalena e rumori della natura mi sta solo illudendo.
Come quella volta che credevo di sentire le piante di casa suonare il violino.
Figurati.

E invece torna.
E comincio a canticchiarla anche io, incredula.
E quasi sembra che le papere del lago stiano cantando con me.
Prendo al volo il telefono e registro la melodia e tutti i rumori di fondo che l’apparecchio riesce a prendere.
Non faccio in tempo ad entusiasmarmi per ciò che sta accadendo che ecco che le papere vanno fuori ritmo. E stonano pure.
Mannaggia alle papere, mi sono illusa anche stavolta, mi rimprovero, sono la solita Alice che pensa sempre di aver visto il Bianconiglio.
Sto per alzarmi e rientrare in veranda ma decido di stare ancora un po’ a dondolare in silenzio, tanto per prendere ancora due minuti di aria pulita.

Mentre le papere continuano a stonare mi chiedo se forse sia tutto lì il segreto delle note dei luoghi.
Può darsi serva solo farsi coinvolgere senza troppe domande, senza troppe pretese (anche perché non saprei insegnare armonia alle papere), semplicemente vivendo la magia del momento e rimanendo lì, nel qui e ora a canticchiare.
Ha senso secondo te?
Chissà se chi mi dice di sentire le note dei luoghi non se la stia solo immaginando o magari si basi semplicemente sul suono più “costante” che sente in quel momento in quel preciso luogo?
Se forse le note dei luoghi siano il volo pindarico di coloro che le cercano e poi, per forza, le trovano.
Alzo le spalle: in fondo non ha importanza, la Magia l’ho vissuta lo stesso e nessuno potrà mai darmi una verità assoluta a riguardo, quindi sono felice così.

Mi alzo dall’altalena e, mentre rientro, ascolto la melodia registrata poco prima con il telefono.
Con non poco imbarazzo mi rendo conto che ero io a stonare, non le papere.
Sorrido, ringrazio e torno in veranda.

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