Circle Singing, voce selvaggia

Perché cantare in cerchio?

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Ti avevo promesso che ti avrei pian piano parlato delle mie passioni, che ti avrei raccontato di cosa stia diventando per me la parola “musifavolista” e di come il mio percorso di studi si stia diramando.
Quindi non posso che cominciare da qui: io sto facendo circlesinging.
Ossia partecipo/facilito/parteciperò/faciliterò cerchi di improvvisazione vocale spontanei, senza spartiti o cifre stilistiche di sorta, ai quali chiunque abbia voglia di sedersi può partecipare, indipendentemente dalle attitudini al canto o alla musica.
Si sta insieme con la voce. Si socializza. Si ride.

Quando racconto a qualcuno di questa cosa, di solito lo sguardo che mi rivolge è del tipo “…e a cosa serve?” ma difficilmente osa chiedermelo a voce 🙂
A cosa serve fare circlesinging?
Quindi, più semplicemente, a cosa serve cantare in cerchio?

La risposta non è semplice da dare, quindi la cosa migliore che posso fare è cercare di spiegarti quante cose succedono durante un circlesinging per darti un’idea di quanti significati si possano dare ad un canto in cerchio e di quanti spunti possa offrirti.

Parità.
Fare parte di un cerchio significa essere equidistanti dal centro, significa essere tutti alla pari e poter guardare in faccia ogni altra persona.
Socialmente significa entrare in un’atmosfera neutra, senza angoli lontani o pareti protagoniste che ci mette tutti sullo stesso piano senza frontman e ruoli vocalmente o musicalmente ritenuti di secondo piano.

Attenzione.
Il circlesinging viene solitamente facilitato da una o più persone (a seconda delle dimensioni del cerchio) e, indipendentemente dal fatto che le parti musicali vengano assegnate o sorgano spontaneamente, si deve prestare attenzione ai segnali che vengono dati durante lo svolgimento del cerchio.
Non solo esistono una gamma di segni che servono a comunicare senza parole ma serve imparare a prestare attenzione ai gesti e alle emozioni che sgorgano durante l’esecuzione: ci si ritrova a dover comunicare con persone magari sconosciute, senza la possibilità di proferire parola e senza smettere di cantare.

Ascolto.
Non mi stanco mai di ripeterlo: bisogna ascoltare. Sé stessi ed il prossimo.
All’interno di un circlesinging l’ascolto viene stimolato ed allenato parecchio.
Bisogna ascoltare e mantenere il ritmo, ascoltare ciò che si sta cantando, ascoltare il facilitatore, ascoltare gli altri elementi, ascoltare l’insieme e, contemporaneamente, ascoltare le idee musicali che sgorgano nella propria testa perché potrebbe arrivare il momento di liberarle nel cerchio.

Propriocezione.
Ti dicevo che si ascolta il ritmo del cerchio, giusto?
Il corpo è parte attiva dell’ascolto e dello sviluppo ritmico che si crea: si tiene il tempo dondolando oppure muovendo i piedi o ballando, si battono le mani, si percuotono parti del corpo (body percussion) al fine di creare nuovi suoni, si suonano piccoli strumenti come shaker, sonagli o tamburelli (ma anche secchielli, lattine e ciò che capita).
L’intero corpo è coinvolto nel canto del cerchio che diventa così anche una danza.
Prendere consapevolezza del corpo fondendolo col ritmo del circle ti aiuta a sviluppare la consapevolezza del tuo corpo e di ogni sua parte.
(Qui potrei spendere molte parole in più su come il suono e le vibrazioni coinvolgano il corpo umano ma ne scriverò più avanti per non uscire dal tema principale…)

Armonia.
Questa parte sembrerebbe la più difficile con cui rapportarsi. Solitamente il canto viene indirizzato e armonizzato dal facilitatore stesso ma in alcuni cerchi si lasciano tempo e spazio ai partecipanti di tirare fuori le proprie armonie. Nel primo caso l’armonia è impostata e vissuta appieno da chiunque partecipi o ascolti, nel secondo si lavora in maniera più autonoma e possono nascere nuove e particolari affinità vocali.
Non esiste l’errore in un circlesinging e persino la disarmonia stilistica è bene accetta poiché racconta un pezzo di noi e del nostro percorso vocale.

Ispirazione ed Immaginazione.
La litania inarrestabile oppure il frizzante botta e risposta, il morbido ondeggiare dei corpi oppure il fragoroso percuotere di mani e piedi. Qualsiasi figura musicale creatasi all’interno del cerchio trasporta in una dimensione sonora differente.
In quel momento non si è più nella stanza o nel teatro, si vive nella dimensione della voce e di tutte le immagini che racconta.
Il circlesinging, infatti, è ritrovo felice anche per artisti, attori ed improvvisatori che, tramite voce e corpo, danno scena ad un racconto o ad un’opera nel tempo del canto.
Non è raro che, a fine incontro, ci si senta ispirati e pieni di idee e spunti artistici.

Rilassamento.
Qualcuno diceva “canta che ti passa” e queste semplici parole riassumono la sensazione comune della maggior parte delle persone che partecipano ai cerchi.
Facce felici, spalle rilassate, sorrisi e gambe leggere sono solo alcuni dei benefici fisici che si possono sperimentare dopo un canto in cerchio, specie si è giocato con corpo e body percussion!
Personalmente dormo benissimo dopo i circle 🙂

Rete e Comunità.
Il circlesinging è un momento di scambio culturale molto forte.
Dalle influenze musicali alla comunicazione non verbale esistono numerosi aspetti di arricchimento personale che si possono trarre dai cerchi, a partire dalle amicizie per finire con le collaborazioni musicali.
La volontà di molti degli esponenti e dei formatori di questa forma musicale è quella che si creino comunità sonore, che si sviluppi la collaborazione e si faccia rete in tutta Italia come nel Mondo.
La musica unisce, la musica ha questo enorme potere che può e deve essere sfruttato.
Ho conosciuto molti altri che, come noi, portano avanti i cerchi in maniera gratuita e volontaria, con l’unico scopo di beneficiare e far beneficiare di questi preziosi momenti di Pace fra le persone e non mancheranno supporto e collaborazioni con loro.

Emozioni e Liberazione.
Questa è la parte più personale, sulla quale sarebbe interessante indagare ma che rimane così intima per ciascuno di noi che diventa difficile da condividere in parole scritte.
I cerchi, soprattutto quando non interamente facilitati, hanno il potere straordinario di tirare fuori le emozioni che hai dentro, anche quelle che fatichi a tirare fuori.
Forse le prime volte la timidezza può offuscare la strada che dal cuore porta alla laringe e rendere meno potente l’espressione libera del sé ma, una volta passata questa soglia si apre la porta al mondo di dentro e lo si sfoga, lo si esorcizza all’interno del cerchio vocale.
Il circlesinging è un momento liberatorio, dove lasciar correre nuda l’anima, un cerchio potente dove la voce selvaggia di cui tanto parlo e scrivo trova il modo di uscire e farsi sentire.
Queste parole ho preferito lasciarle per ultime proprio perché ognuno ha un proprio punto di vista sulle cose che vive e questo è il mio a riguardo del circlesinging.
So che in molti condividono queste sensazioni durante il cerchio, quindi se sei fra questi condividerai anche tu 🙂

Se anche tu sei tra quelli che vorrebbero voluto chiedermi “…e a cosa serve?” spero che questo articolo sia stato di tuo gradimento e che ti faccia venir voglia di provare!
Se poi vuoi partecipare qualche volta, basta seguire la pagina Facebook o il sito del CircleSinging Bergamo che gestisco insieme alla grandissima Carmen.
Se invece abiti dalle parti di Roma, puoi far riferimento alla pagina Facebook della comunità di circle romana!
A prestissimo ♥

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