Musica, Senza categoria

Praying

Ci sono canzoni con cui si creano rapporti così semplici da risultare complicati: o le amiamo e le odiamo.
Magari per ciò ci ricordano, magari per quello che raccontano, magari perché sono un traguardo da raggiungere. Insomma, ognuno ha i propri motivi.
Ci sono canzoni con cui si perde ogni governo, canzoni che richiamano l’esigenza di cantare fuori tutto il cuore, canzoni che ci coinvolgono a tal punto da non riuscire a trattenere l’emozione.

Non ho mai seguito particolarmente Kesha, né ho mai amato l’abbondanza di auto-tune con cui si è sempre sentita girar per radio (se sei un suo fan e hai da consigliarmi qualcosa di suo da ascoltare per conoscerla meglio, scrivimi pure!) quindi mi è caduta la mascella quando ho sentito Praying.
E ho pianto. Cavolo se ho pianto.
Testo e voce sono coinvolgenti, il ritmo è semplicissimo (la mia scarsa capacità di suonare l’ukulele ringrazia i quattro accordi loop) e mi spiace non ci sia un po’ di spazio in più per lo strumento ma devo dire che non mi aspettavo una resa così grintosa da quella che pensavo essere solo una voce costruita ed effettata.

Il graffio del ritornello (dal secondo in poi) e del bridge è interessante e sono curiosa di sentire un live! Il fischio poi è la ciliegina sulla torta!
A qualcuno potrebbe non piacere la massa che sta dietro a quel Re e dintorni. In effetti non è semplice gestire note alte con così tanta spinta (perlomeno per me e per voci come la mia, più vicine al contralto che al mezzo) ma credo che la carica emotiva della canzone non sarebbe tale se non fosse cantata così.
Hai provato a cantarla?
Se entri nell’atmosfera del brano ti assicuro che viene naturale spingere fuori la valanga di emozioni che nascono dentro.
Ok, mi è doveroso ricordarti che non essendo insegnante di canto non è mia intenzione parlare di tecniche varie e assortite, di correttezza o meno d’esecuzione: il mio parlar di brani esula dal contesto delle recensioni o delle “valutazioni”. Io sono per la libertà che deriva dalla consapevolezza: una volta che sai cosa può far male o meno alle tue corde vocali, una volta che sai come si usa lo strumento voce-corpo sei liberissimo di scegliere di farne ciò che vuoi ed è giusto così, accetto ogni modo di cantare perché ogni voce racconta la storia e l’anima di chi la suona.

Personalmente questa canzone mi scarica e mi ricarica allo stesso tempo.
Certo per me è alta e impegnativa ma è entrata senza ombra di dubbio nella cerchia ristretta delle mia canzoni fuori governo, ossia quei brani che mi prendono talmente tanto a livello emotivo che non riesco più a pensare mentre canto e non riesco a fare a meno di cantarli.

Ne hai anche tu?
Hai delle canzoni che raccontano qualcosa di te alle quali non puoi e non sai resistere?
Canzoni che sembrano scritte per te e che ti rigenerano quando le canti?

Intanto ti lascio il link al brano e aspetto di sapere se ti piace 🙂

 

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