Opoponax Tales, Una Settimana da Musifvolista

Nuovembre

Qualche sera fa la Nebbia ha bussato alla mia porta.
Era infreddolita anche lei, dunque l’abbiamo fatta entrare e le abbiamo offerto una tazza di tè ed una fetta di torta.
Abbiamo chiacchierato un po’ del tempo e dell’umidità, riso insieme dei miei dolorini articolari e mi ha raccontato alcune vecchie storie dei campi. Poi è ripartita.

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Quel che mi ha raccontato non posso rivelare, come sai ci sono storie che possono essere narrate solo di persona ma posso dirti che mi ha ricordato quanto l’Inverno porti con sé il prezioso insegnamento della Resilienza.
Una parola magica, non trovi?
Vi è tanta Magia nel suo significato quanta ne trovammo nei cespugli dell’Isola della Regina (ma questa storia forse già la sai , oppure la saprai più avanti) e spesso mi ritrovo a pensare a quanto spesso l’ho trascurata, cercando quella stessa Magia in parole meno potenti come Adattare, Plasmare, Modificare e Dimenticare.
Ovviamente questi vocaboli sono anch’essi intrisi di Magia ma cambiano luminosità a seconda del contesto in cui le inseriamo, dunque sarebbe più giusto dire che per me hanno/hanno avuto meno potere.
Perché, in fondo, dipende molto da come vuoi o puoi vedere le cose.

Non sono un’ Esploratrice come fu mio nonno Yashal e non ho viaggiato per tutte le Contee imparando da ogni ritorno verso casa; non ricerco colori nelle altre persone come  fa Nessa né possiedo le conoscenze del Rilegatore di Libri.
Io riparo Stelle Cadute nella mia Bottega, il più delle volte imparo dai loro racconti eppure, in tutti questi anni passati ad ammirare il grande coraggio di chi si lascia aiutare a rimettere insieme i frammenti per poter tornare a brillare, ho sempre pensato di non imparare mai questa preziosa lezione da loro. La Nebbia, con i suoi racconti, mi ha fatto vedere le cose da un punto di vista diverso: non ho mai tenuto conto di quanta Resilienza mettessi in campo nel mio piccolo, continuando ad aiutarle senza arrendermi ai fallimenti, alle delusioni e persino agli anni in cui la Bottega è rimasta inattiva.
Ho riparato Stelle persino durante i viaggi con Orso di Carta, nonostante abitassi e viaggiassi su di un vascello pirata, senza i miei strumenti e, certe volte, senza nemmeno sapere cosa stessi facendo o che lo stessi facendo.
Dunque anche quando pensavo di non farlo, ho coltivato la Resilienza con i suoi meravigliosi fiori dentro di me.
Sì, anche quando ho fallito e sono caduta, perché poi mi sono rialzata.
Ogni volta che ho scelto di ascoltare l’Amore nonostante il Dolore facesse più chiasso.
Ogni volta che ho girato la terra nella mia vita, ho sempre seminato in attesa della prossima Estate e non ho vissuto di eterni Inverni.
Forse è stato il mio viaggio nell’Altro Mondo a darmi questa possibilità, forse è nella natura delle fate o forse, come più facilmente credo, è nella natura di ognuno di noi.

Sono certa che dentro il Cuore di ogni persona ci sia un pezzetto di terra buona per coltivare la Resilienza e spesso questa meravigliosa pianta mette radici senza che nemmeno ce ne accorgiamo.
Se ci pensi bene sono certa che converrai con me che, nonostante tutte le difficoltà che hai vissuto ora sei qui, a leggere il mio disordinato diario di appunti e magari a sorridere delle strampalate cose che scrivo.
Ebbene, dammi la mano, perché non siamo distanti io e te.
Quando ti rimane la voglia di sorridere sinceramente anche se vivi un evento doloroso;
quando hai ancora il coraggio di fidarti del prossimo anche se sei stata/o ferita/o;
quando porti avanti la tua causa persino se sei l’unica/o a farlo;
quando ti senti a casa quando ti guardi allo specchio.
Ebbene, in tutti questi casi se chiudi gli occhi potrai sentire il rumore dei fiori di Resilienza che sbocciano dentro di te.
Ma non solo in questi.
Sono certa che te ne accorgerai quando meno te lo aspetti ma in fondo al tuo Cuore lo sai.

E quando vorrai raccontami la tua storia, sai che io, Salmì e Kalì saremo qui, pronti ad ascoltarti.

 

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